Abstract

Nell'Italia dell'Ottocento, l'uso dell'allegoria femminile per impersonificare la nazione è parte integrante del discorso patriottico e della galleria risorgimentale di simboli e immagini (Banti, 2000). La “donna Italia” assume molti visi ma una cosa rimane immutata: la patria è donna (Belardelli, 2020). Come prende vita in musica la donna ideale che si fa, durante il secolo risorgimentale, sinonimo di nazione? Come viene incarnata questa figura astratta nella produzione musicale dell'Italia ottocentesca e quali tensioni e sovversioni si possono osservare nel trattamento dell'allegoria femminile tra generi musicali distinti? La guerriera Odabella (Attila, 1846), la madre e moglie Lida (La battaglia di Legnano, 1849) e la bella Elvira contesa da più uomini (Ernani, 1844) sono alcune delle protagoniste verdiane che sembrano incarnare vari aspetti della nazione italiana. Nelle produzioni musicali critiche nei confronti dell'unificazione invece, l'Italia meridionale e la Sicilia in particolare hanno ampiamente cantato la loro insoddisfazione, dando vita ad altre incarnazioni musicali della patria. Attraverso l'analisi comparata di due brani—un melodramma, genere internazionale, e un canto popolare siciliano—vedremo come il corpo femminile, il suo potenziale rivoluzionario e il suo possesso possono essere utilizzati e sovvertiti per costruire modi diversi di concepire la nazione, dalla donna-Italia alla piccola patria locale.

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